Alluminio o PVC sulla costa: le finestre in PVC si deformano al sole e l’alluminio si corrode vicino al mare?

Installazione professionale di finestre in PVC scure in una villa spagnola

Questa guida risponde con dati ai due dubbi più comuni nella scelta delle finestre sulla Costa del Sol: se il PVC si deforma con il caldo e se l’alluminio resiste alla salsedine. Esamina che cosa richiedono le norme UNE-EN 12608 e Qualicoat Seaside, confronta i due materiali per isolamento, manutenzione e durata, e chiarisce in quali casi conviene l’uno o l’altro.

Villa bianca in stile andaluso con piscina e finestre scure in Costa del Sol

Chi sostituisce le finestre di una casa in Costa del Sol prima o poi si trova davanti agli stessi due dubbi. Il primo nasce di solito dal commento di un vicino o da un forum: le finestre in PVC si deformano al sole? Il secondo compare non appena si vede un parapetto corroso dalla salsedine: l’alluminio regge davvero a pochi metri dal mare?

Entrambe le domande hanno una risposta, e nessuna delle due è un sì o un no categorico.

Il PVC si deforma al sole? Un profilo in PVC di qualità, prodotto per climi severi, con il rinforzo indicato dal produttore e installato correttamente, non si deforma con il sole di Malaga. Quello che fa, invece, è dilatarsi, molto più dell’alluminio, e questo movimento è previsto nella progettazione del sistema. I problemi reali si presentano in situazioni precise: colori scuri senza la tecnologia adeguata, ante grandi con rinforzo insufficiente o una posa che non lascia al profilo lo spazio per muoversi.

L’alluminio si corrode vicino al mare? L’alluminio non arrugginisce come il ferro, ma l’ambiente marino lo attacca, soprattutto per due vie: la corrosione galvanica, quando è a contatto con viteria di un altro metallo, e la corrosione filiforme, che avanza sotto la vernice. Entrambe si evitano con scelte di capitolato che conviene pretendere per iscritto: viteria in acciaio inox isolata dal profilo e una finitura laccata con certificazione Qualicoat Seaside oppure un’anodizzazione di spessore adeguato.

Da qui in avanti, i dettagli: perché accade ciascuna cosa, cosa dicono le norme e in quali casi ha più senso un materiale o l’altro.

Le finestre in PVC si deformano al sole?

Prima di tutto i dati: quanto fa caldo in Costa del Sol

Parlare del «sole di Malaga» in astratto aiuta poco, quindi conviene dargli dei numeri. Secondo i valori climatologici normali di AEMET per l’osservatorio di Malaga Aeroporto (periodo 1981-2010):

  • 2.905 ore di sole all’anno.
  • 30,8 °C di temperatura massima media ad agosto e 30,5 °C a luglio.
  • 65 % di umidità relativa media annua.

A questo si aggiunge il terral, il vento secco e caldo che scende verso la costa dall’entroterra. Con il terral, lo stesso osservatorio ha registrato 44,2 °C il 19 luglio 2023.

Per una finestra, però, il dato che conta non è la temperatura dell’aria, ma quella del profilo stesso. Una superficie esposta al sole diretto si scalda molto più dell’aria circostante, e più è scura, più si scalda.

Quanto si dilata davvero un profilo in PVC

Tutti i materiali si dilatano con il calore. Il PVC rigido usato per le finestre lo fa più dei metalli: il suo coefficiente di dilatazione lineare è di circa 0,06-0,08 mm per metro e per grado. L’alluminio si ferma a circa 0,024 mm per metro e grado, cioè da due volte e mezzo a tre volte in meno.

Tradotto in una finestra: se un profilo di 2 metri passa dalle prime ore di una mattina d’estate al pomeriggio sotto il sole diretto e la sua temperatura sale di 30 °C, il PVC si allunga tra 3,6 e 4,8 mm. Un profilo in alluminio della stessa lunghezza si allungherebbe di circa 1,4 mm.

Questi millimetri non sono un difetto, ma pura fisica, e il movimento è reversibile: quando il profilo si raffredda, torna alla sua misura. Un sistema in PVC serio è progettato tenendone conto. Il problema nasce quando qualcuno non ne tiene conto: nella scelta del colore, nel rinforzo o nella posa.

Sezione di un profilo per finestre in PVC multicamera con le sue guarnizioni di tenuta

Il limite della norma: 75 °C di temperatura Vicat

La norma europea che disciplina i profili in PVC per finestre, la UNE-EN 12608, richiede che il materiale abbia una temperatura di rammollimento Vicat di almeno 75 °C (metodo B50). È la temperatura alla quale un ago normalizzato, con un carico di 50 N e un riscaldamento di 50 °C all’ora, penetra di 1 mm nel materiale.

Non è affatto la temperatura alla quale la finestra «si scioglie». È un riferimento tecnico del punto in cui la plastica inizia a perdere rigidità. Un profilo bianco al sole rimane ampiamente al di sotto. Una superficie scura sotto il sole di agosto può avvicinarsi molto di più a quella soglia, ed è per questo che i colori scuri hanno regole proprie.

La stessa norma classifica i profili in base alla resistenza agli agenti atmosferici in due zone climatiche: M (clima moderato) e S (clima severo). La zona moderata corrisponde a località con un irraggiamento solare annuo inferiore a 5 GJ/m² su superficie orizzontale. La Costa del Sol supera ampiamente questa soglia, quindi qui è ragionevole pretendere profili di classe S.

Bianco contro colori scuri: dove inizia il rischio

Il colore è la variabile che più modifica il comportamento del PVC al sole. Per misurare quanta radiazione riflette una superficie, la parte 2 della norma (UNE-EN 12608-2, dedicata ai profili rivestiti con pellicola) utilizza come riferimento una piastra di PVC bianco con una riflettanza solare diretta pari o superiore al 73 % e una piastra nera con il 5 % o meno. La differenza tra i due estremi spiega perché un profilo bianco e uno nero, uno accanto all’altro, possono trovarsi a temperature molto diverse.

Finestra in PVC color antracite sulla facciata bianca di una villa andalusa in Costa del Sol

Per le pellicole decorative che danno colore al PVC, la norma indica che la riflettanza solare è di solito superiore al 20 % e che le pellicole al di sotto di questo valore vanno usate solo seguendo le raccomandazioni del produttore del profilo.

Un colore scuro al sole ha due effetti:

  • Maggiore dilatazione, perché il profilo raggiunge una temperatura più alta.
  • Il cosiddetto effetto bimetallico. Il lato esterno, al sole, si scalda molto più di quello interno, che è alla temperatura dell’abitazione. Un lato si allunga più dell’altro e l’anta tende a incurvarsi leggermente. È lo stesso principio della lamina bimetallica di un termostato.

Per questo i produttori di sistemi pubblicano regole specifiche per i colori scuri: quali pellicole sono ammesse, quale rinforzo è obbligatorio e quali dimensioni massime dell’anta sono consentite in ciascun caso.

Cosa fanno i produttori perché il profilo non si muova

Rinforzo metallico interno. Le camere dei profili in PVC contengono un rinforzo in acciaio zincato, il cui tipo e spessore si scelgono in base alle dimensioni dell’anta, al suo peso e al colore. Il rinforzo conferisce rigidità contro la flessione, il vento e l’effetto bimetallico. Meglio non sopravvalutarlo: riduce solo leggermente la dilatazione dell’insieme, non la elimina. La sua funzione principale è far sì che il profilo mantenga la sua forma.

Formulazione per clima severo. I profili di classe S sono testati per resistere alla radiazione ultravioletta delle zone soleggiate senza perdere le loro proprietà né il colore.

Pellicole con pigmenti che riflettono l’infrarosso. Parte del calore del sole arriva sotto forma di radiazione infrarossa, che non vediamo. Alcune pellicole colorate incorporano pigmenti che la riflettono anche se il colore resta scuro. Secondo i dati del produttore VEKA per le sue pellicole di questo tipo, questi pigmenti riflettono fino all’80 % della radiazione infrarossa vicina e riducono il riscaldamento della superficie fino a 15 °C.

Giochi di posa. Tra la finestra e la muratura deve rimanere un giunto perimetrale che assorba la dilatazione, e i fissaggi devono consentire questo movimento. Nei profili scuri i giochi raccomandati sono maggiori.

Mito e problema reale: come distinguerli

Il mito: «il PVC si imbarca al sole e dopo pochi anni le finestre non chiudono più». Con un profilo bianco o chiaro di classe S, rinforzato secondo le tabelle del produttore e posato con i giusti giochi, questo non accade. Buona parte di questa fama deriva da vecchie generazioni di profili e da prodotti di bassa qualità privi di certificazione.

Il problema reale esiste, ma ha cause precise:

  • Colori scuri con pellicole prive di tecnologia riflettente su facciate esposte a sud e a ovest.
  • Ante di grandi dimensioni, soprattutto negli scorrevoli, con un rinforzo inferiore a quanto richiesto dal sistema.
  • Pose rigide: fissaggi senza gioco o schiuma poliuretanica che preme sul telaio.
  • Profili non conformi alla UNE-EN 12608 o formulati per clima moderato.

I sintomi tipici sono un’anta che struscia in chiusura a metà pomeriggio e chiude bene al mattino, guarnizioni che non premono in modo uniforme o una maniglia che gira a fatica nelle ore più calde. Se il problema compare e scompare con la temperatura, si tratta di un movimento termico, non di una rottura del materiale. Conviene comunque farlo controllare: i cicli ripetuti sollecitano le saldature degli angoli e la ferramenta.

L’alluminio si corrode vicino al mare?

Finestre in alluminio con finitura effetto legno in un’abitazione mediterranea imbiancata a calce

Perché l’alluminio non «arrugginisce» come il ferro

A contatto con l’aria, l’alluminio forma naturalmente una pellicola di ossido di alluminio spessa appena pochi nanometri. A differenza dell’ossido di ferro, che è poroso e si sfalda, questo strato è compatto, protegge il metallo sottostante e si rigenera da solo se viene graffiato.

Il problema sulla costa sono i cloruri. Il sale trasportato dalla brezza marina rompe questa pellicola in punti precisi e provoca corrosione per vaiolatura: piccoli crateri accompagnati da una polvere biancastra. È così che l’alluminio non protetto si degrada in ambiente marino. La norma ISO 9223, che classifica la corrosività dell’atmosfera, colloca le zone costiere con deposito salino nelle sue categorie più elevate.

Per questo sulla costa l’alluminio di una finestra deve sempre avere una finitura protettiva. E anche con una buona finitura, ci sono due meccanismi di corrosione che è bene conoscere.

Corrosione galvanica: quando il colpevole è la vite

La corrosione galvanica si verifica quando si presentano insieme tre condizioni:

  1. Due metalli diversi in contatto elettrico, per esempio un profilo in alluminio e una vite in acciaio.
  2. Un elettrolita, cioè umidità con sali disciolti. Sulla costa questo ruolo lo svolge la stessa pellicola di salsedine depositata sulle superfici.
  3. Una differenza di potenziale tra i due metalli.

Si forma allora una piccola pila, e il metallo meno nobile si dissolve a vantaggio di quello più nobile. In questa coppia, l’alluminio ha di solito la peggio rispetto all’acciaio al carbonio, all’acciaio inox, al rame o all’ottone.

La gravità dipende dalla differenza di potenziale tra i metalli, dal tempo in cui la giunzione resta umida e dal rapporto tra le superfici dei due. La costa aggrava il secondo fattore: il sale depositato assorbe l’umidità dell’aria e mantiene la giunzione bagnata molto più a lungo che nell’entroterra.

Dove si presenta: viti di fissaggio alla muratura, ancoraggi, rivetti, ferramenta, contatto con controtelai in acciaio e ruscellamenti d’acqua che trascinano ioni di rame da davanzali o pluviali.

Come si evita:

  • Viteria in acciaio inox A4 (AISI 316), che grazie al suo contenuto di molibdeno resiste ai cloruri meglio dell’A2 (AISI 304).
  • Separazione elettrica tra vite e profilo mediante rondelle o boccole isolanti in nylon o EPDM, oppure paste specifiche.
  • Sulla costa, non usare mai viti in acciaio zincato o bicromatato a contatto con l’alluminio.
  • Evitare il contatto diretto con rame e ottone.

Corrosione filiforme: il nemico che avanza sotto la vernice

È la più insidiosa, perché inizia dove non si vede. Si manifesta come filamenti sottili, simili a fili o a zampe di ragno, che avanzano sotto la laccatura e la sollevano. Parte dai punti in cui lo strato di vernice presenta una discontinuità: bordi di taglio, fori, giunzioni a 45° o graffi. Trova le condizioni ideali in ambienti caldi, umidi e salini. Vale a dire, sul litorale mediterraneo.

La chiave della corrosione filiforme non sta nella vernice, ma in ciò che c’è sotto. Se la superficie dell’alluminio non è stata preparata a fondo prima della laccatura, la finitura può sembrare perfetta il primo giorno e cedere anni dopo. Da qui nasce la certificazione Seaside.

Qualicoat Seaside: cosa richiede e perché è importante sulla costa mediterranea

Qualicoat è il marchio di qualità internazionale per la laccatura dell’alluminio in architettura. Al suo interno, Seaside è una menzione aggiuntiva pensata proprio per le zone costiere e gli ambienti con cloruri. Questi sono i suoi requisiti, secondo le specifiche Qualicoat in vigore (edizione 2024):

Decapaggio rinforzato. Prima della laccatura, l’alluminio viene sottoposto a un decapaggio chimico che rimuove uno strato della sua superficie. Nel pretrattamento standard Qualicoat, il decapaggio totale deve essere di almeno 1,0 g/m². Per Seaside si richiedono almeno 2,0 g/m², il doppio. Asportando più materiale si eliminano le impurità accumulate ai bordi dei grani del metallo, che è proprio il percorso lungo il quale tende ad avanzare la corrosione filiforme.

Alternativa della pre-anodizzazione. Il laccatore può anche applicare, prima della vernice, un sottile strato anodico preliminare di tra 4 e 10 micron. Questo pretrattamento conferisce automaticamente la menzione Seaside.

Prove periodiche di corrosione filiforme. I laccatori con menzione Seaside sono sottoposti a controlli regolari sul prodotto finito secondo la norma ISO 4623-2. I provini vengono incisi, esposti ad acido cloridrico e tenuti per 1.000 ore a 40 °C e all’82 % di umidità relativa. Per superare la prova, il filamento più lungo non può superare 4 mm e la lunghezza media, 2 mm.

A questo si aggiungono i requisiti generali Qualicoat per qualsiasi laccatura: uno spessore minimo di 60 micron per le vernici in polvere di classe 1 e 2 (50 micron in classe 3) e la resistenza a 1.000 ore di nebbia salina acetica (2.000 ore in classe 3).

Un dettaglio pratico che evita molti malintesi: Seaside certifica il laccatore, non la vernice. Una vernice «idonea per Qualicoat» applicata in un’officina priva di questa menzione non offre la stessa garanzia. Quello che va chiesto è il certificato del laccatore con la menzione Seaside in corso di validità.

Anodizzazione: protezione senza vernice

L’anodizzazione è un altro modo di proteggere l’alluminio. Invece di applicare uno strato sopra, si fa crescere in modo controllato, mediante un processo elettrochimico, lo strato di ossido del metallo stesso, che poi viene sigillato. La protezione fa parte dell’alluminio e non può staccarsi come una vernice.

Il marchio di riferimento è Qualanod, che classifica l’anodizzazione in base allo spessore minimo. Per ambienti aggressivi, come quello marino o industriale, si utilizzano le classi 20 e 25, con rispettivamente 20 e 25 micron di spessore minimo.

Ha i suoi limiti: la gamma di finiture è più ridotta rispetto alla laccatura (tonalità argento, bronzi, neri) e un graffio profondo non si ritocca con la stessa facilità.

PVC e alluminio a confronto nel clima costiero

Isolamento termico ed efficienza energetica

Qui la fisica è molto chiara. Secondo i valori di riferimento della norma UNE-EN ISO 10077-2, la conduttività termica del PVC è di 0,17 W/(m·K) e quella dell’ alluminio di 160 W/(m·K). L’alluminio conduce il calore quasi mille volte meglio del PVC.

Per questo una finestra in alluminio moderna necessita del taglio termico: listelli in poliammide rinforzata con fibra di vetro, con una conduttività di 0,30 W/(m·K), che separano la parte esterna del profilo da quella interna e interrompono il passaggio del calore. Senza taglio termico, il telaio in alluminio è un ponte termico; con il taglio termico, il sistema cambia completamente.

Il PVC è isolante per natura, e i suoi profili multicamera rafforzano questo effetto. A parità di gamma, un telaio in PVC isola di solito più di uno in alluminio. I sistemi in alluminio a taglio termico di fascia alta riducono molto questa differenza.

Quanto alla normativa, la città di Malaga si trova nella zona climatica A3 del Código Técnico de la Edificación, e il valore limite di trasmittanza per i vani in zona A è di 2,70 W/(m²·K). Sia un buon PVC sia un alluminio a taglio termico rispettano questo limite senza problemi. In un clima in cui lo sforzo energetico si concentra sul raffrescamento, inoltre, il vetro (il suo fattore solare e il controllo dell’irraggiamento) pesa quanto il telaio sul comfort estivo.

Comportamento con caldo estremo e terral

PVC: si dilata di più e, nei colori scuri, richiede pellicole riflettenti, rinforzo e giochi adeguati. In bianco o nelle tonalità chiare, il caldo della costa non è un problema.

Alluminio: si dilata meno, non perde rigidità alle temperature di esercizio di una finestra e sopporta meglio i colori scuri su facciate molto soleggiate. Questo non significa che non si scaldi: un profilo antracite al sole scotta al tatto e, senza un buon taglio termico, trasmette questo calore verso l’interno. Perché colore e brillantezza resistano al sole intenso, le vernici Qualicoat di classe 2 e 3 offrono una resistenza agli agenti atmosferici superiore alla classe 1.

Umidità e salsedine

PVC: il profilo non si corrode. La salsedine non lo intacca come materiale, il che è un vantaggio reale in prima linea sul mare. I suoi punti vulnerabili sono i componenti metallici: il rinforzo interno in acciaio zincato, protetto all’interno del profilo, e soprattutto la ferramenta.

Alluminio: richiede una finitura adeguata (Seaside o anodizzazione di classe 20-25) e viteria compatibile, come abbiamo visto. Se ben specificato, si comporta perfettamente in ambiente marino.

In entrambi i casi, l’anello debole comune è la ferramenta: cerniere, cremonali e punti di chiusura. La norma UNE-EN 1670 classifica la sua resistenza alla corrosione in gradi, e il più alto, il grado 5, corrisponde a 480 ore di prova in nebbia salina. Sulla costa ha senso richiederlo, indipendentemente dal materiale del profilo.

Manutenzione e cura

La routine è simile per entrambi i materiali e piuttosto semplice:

  • Risciacquare con acqua dolce e sapone neutro più volte all’anno, più spesso in prima linea sul mare. A Malaga d’estate non piove quasi mai, quindi il sale si accumula senza che nulla lo porti via. Le zone riparate sotto gronde e porticati, dove la pioggia non arriva, sono quelle in cui se ne accumula di più.
  • Pulire i fori di drenaggio del telaio perché l’acqua possa defluire.
  • Controllare e lubrificare la ferramenta con prodotti adeguati.
  • Verificare le guarnizioni in gomma, che invecchiano con il sole.

Differenze concrete: il PVC non tollera abrasivi né solventi. Nemmeno sull’alluminio laccato vanno usati abrasivi, e qualsiasi graffio che arrivi al metallo conviene ritoccarlo presto, perché è un punto di ingresso per la corrosione filiforme. L’alluminio anodizzato si pulisce con prodotti a pH neutro.

Durata reale sulla costa

Non esiste un numero onesto valido per tutti i casi, perché sulla costa la durabilità dipende più dal capitolato e dalla manutenzione che dal materiale in sé. Un PVC bianco di classe S con buona ferramenta e un alluminio con laccatura Seaside e viteria A4 sono soluzioni progettate per durare decenni.

I guasti prematuri nascono quasi sempre da una scorciatoia: pellicole scure senza riflettanza adeguata, rinforzi scarsi, viti zincate, un laccatore senza menzione Seaside o ferramenta standard in prima linea sul mare.

Prezzo

In linea generale, il PVC è più economico. L’alluminio a taglio termico, con laccatura Seaside e ferramenta ad alta resistenza alla corrosione, è più caro, e la differenza cresce nei grandi formati. Tuttavia, alcuni di questi grandi formati sono realizzabili solo in alluminio.

Confronto riassuntivo

PVCAlluminio a taglio termico
Conduttività termica del materiale0,17 W/(m·K)160 W/(m·K), compensata dal taglio termico
Dilatazione termica0,06-0,08 mm/m·°C≈ 0,024 mm/m·°C
Comportamento con il saleIl profilo non si corrodeRichiede laccatura Seaside o anodizzazione classe 20-25
Rischio principale sulla costaColori scuri specificati maleViteria incompatibile e corrosione filiforme
Colori scuri al soleCon pellicole riflettenti, rinforzo e limiti dimensionaliSenza limitazioni strutturali
Grandi dimensioni e profili sottiliLimitatoIl suo punto di forza
ManutenzionePulizia con acqua e sapone neutroPulizia e ritocco dei graffi
Prezzo relativoPiù economicoPiù caro
Cosa pretendereClasse S secondo UNE-EN 12608Certificato Qualicoat Seaside del laccatore

PVC o alluminio? Dove ha senso l’uno e dove l’altro

Non esiste un vincitore assoluto. Ogni materiale ha il suo campo.

Quando ha più senso il PVC

  • Quando la priorità è l’isolamento con un budget contenuto.
  • In finestre e portefinestre di medie dimensioni, dove il rinforzo lavora con margine.
  • In colori bianchi o chiari, oppure su facciate poco esposte al sole pomeridiano.
  • In prima linea sul mare, se il progetto lo consente: il profilo non si corrode e la salsedine non lo intacca come materiale. La ferramenta deve essere ad alta resistenza.
  • Nelle abitazioni in cui si cerca una manutenzione minima e non si vuole dipendere dalla qualità di una laccatura.

Quando ha più senso l’alluminio

  • In grandi scorrevoli e alzanti scorrevoli, con ante di grande peso e superficie che il PVC non riesce a risolvere o risolve con molte limitazioni.
  • Quando si cercano profili sottili e la massima superficie vetrata, cosa molto frequente nelle ville con vista mare.
  • In colori scuri, come l’antracite, su facciate esposte a sud e a ovest, dove l’alluminio non ha i vincoli termici del PVC.
  • In architettura contemporanea che richiede continuità di finiture con parapetti, pergole o rivestimenti metallici.
  • Sempre che sia specificato correttamente per il mare: laccatura Seaside o anodizzazione di classe 20-25, taglio termico e viteria A4 isolata.

La via di mezzo: sistemi misti PVC-alluminio

Esistono sistemi che combinano un corpo in PVC, che garantisce l’isolamento, con un rivestimento esterno in alluminio, che apporta rigidità visiva, colore e resistenza al sole. Possono essere una buona soluzione quando si desidera un esterno scuro con le prestazioni termiche del PVC. La parte in alluminio, però, resta esposta al mare e richiede la stessa specifica di finitura.

Cosa chiedere per iscritto prima di firmare un preventivo

Se è PVC:

  • Profili conformi alla UNE-EN 12608, classe S (clima severo).
  • Rinforzo secondo le tabelle del produttore per la misura e il colore di ciascuna anta.
  • Nei colori scuri, pellicola con pigmenti riflettenti e conferma che le dimensioni rientrano nei limiti del sistema.
  • Giochi di posa adeguati e fissaggi che consentano la dilatazione.

Se è alluminio:

  • Certificato Qualicoat del laccatore con menzione Seaside in corso di validità, oppure anodizzazione Qualanod di classe 20 o 25.
  • Taglio termico nel sistema.
  • Viteria in acciaio inox A4 con separazione elettrica rispetto al profilo.

In entrambi i casi:

  • Ferramenta di grado 5 di resistenza alla corrosione secondo la UNE-EN 1670.
  • Istruzioni di manutenzione per iscritto, adattate alla distanza dal mare.

Domande frequenti

Le finestre in PVC bianche ingialliscono con il sole della costa?

Un profilo di qualità prodotto per clima severo (classe S secondo la UNE-EN 12608) è formulato e testato per resistere all’intensa radiazione ultravioletta senza variazioni di colore significative. L’ingiallimento che molti ricordano è legato a formulazioni vecchie o di bassa qualità. Per questo conviene chiedere esplicitamente la classe S nel preventivo.

Si possono installare finestre in PVC color antracite su una facciata esposta a sud?

Sì, ma a determinate condizioni. La pellicola deve contenere pigmenti che riflettono l’infrarosso, il rinforzo deve rispettare le tabelle del produttore per quel colore e le dimensioni delle ante devono rientrare nei limiti che il sistema ammette per i colori scuri. Se una di queste condizioni non è soddisfatta, su una facciata esposta a sud o a ovest in Costa del Sol è più prudente scegliere l’alluminio o un sistema misto con esterno in alluminio.

L’alluminio laccato si ossida in prima linea sul mare?

L’alluminio non arrugginisce come il ferro, ma in prima linea sul mare può subire corrosione per vaiolatura, corrosione filiforme sotto la vernice e corrosione galvanica nei punti di contatto con viteria di altri metalli. Con una laccatura eseguita da un applicatore con certificazione Qualicoat Seaside, viteria inox A4 isolata dal profilo e una manutenzione di base con acqua dolce, l’alluminio si comporta bene vicino al mare.

Che differenza c’è tra Qualicoat e Qualicoat Seaside?

Qualicoat è il marchio generale di qualità della laccatura dell’alluminio per l’architettura e richiede, tra l’altro, un decapaggio preliminare di almeno 1,0 g/m². Seaside è una menzione aggiuntiva per le zone costiere che raddoppia questo requisito portandolo a 2,0 g/m² (oppure ammette una pre-anodizzazione da 4 a 10 micron) e obbliga a superare prove periodiche di corrosione filiforme di 1.000 ore. Seaside viene concessa al laccatore, quindi ciò che va richiesto è il suo certificato.

Quali viti si devono usare per le finestre in alluminio vicino al mare?

Viteria in acciaio inox A4 (AISI 316), con rondelle o boccole isolanti che evitino il contatto elettrico diretto con l’alluminio. Le viti in acciaio zincato o bicromatato vanno escluse sulla costa: si corrodono e, in più, favoriscono la corrosione galvanica del profilo.

Cosa isola di più a Malaga, il PVC o l’alluminio a taglio termico?

Come materiale, il PVC isola molto di più: la sua conduttività termica è di 0,17 W/(m·K), contro i 160 W/(m·K) dell’alluminio. Il taglio termico riduce molto questa differenza nella finestra finita. In zona climatica A, come la città di Malaga, entrambi rispettano ampiamente il limite di trasmittanza del Código Técnico (2,70 W/(m²·K) per i vani). In estate, il tipo di vetro e il suo fattore solare contano quanto il telaio.

La salsedine danneggia le finestre in PVC?

Il profilo in PVC no: il materiale non si corrode. Colpisce invece i suoi componenti metallici, soprattutto la ferramenta. Sulla costa conviene scegliere ferramenta di grado 5 di resistenza alla corrosione secondo la UNE-EN 1670 e risciacquarla periodicamente con acqua dolce.

Ogni quanto vanno pulite le finestre sulla costa?

Non esiste una frequenza unica, ma in Costa del Sol è ragionevole risciacquare profili e ferramenta con acqua dolce e sapone neutro più volte all’anno, e più spesso in prima linea sul mare. Occorre prestare particolare attenzione alle zone sotto gronde e porticati, dove la pioggia non arriva e il sale si accumula. Vale sia per il PVC sia per l’alluminio.

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